Lo ammetto: ogni estate, puntuale come una cartolina da Mykonos, arriva il dilemma. Come vestirmi con 35 gradi all’ombra senza sembrare in gita al lido o sul set di una pubblicità degli anni Duemila? Quest’anno però qualcosa è cambiato. Sto sperimentando capi diversi, combinazioni nuove, materiali insoliti — e, inaspettatamente, sto anche meglio.
La verità è che la moda estate 2026 ci sta offrendo un’occasione rara: quella di vestirci in modo leggero, sì, ma anche raffinato, originale, quasi audace. E io mi ci sto buttando con entusiasmo.

I miei capi preferiti dell’estate (che non ti aspetti)
Per esempio, ho riscoperto il gilet sartoriale. Non come parte di un completo, ma come unico pezzo sopra la pelle nuda. È il mio modo preferito di essere elegante senza sforzo. Ne ho uno grigio perla in fresco lana, che indosso con pantaloni ampi oppure bermuda maschili. Il risultato? Un look pulito, sensuale, perfetto anche in pieno giorno. Non fa sudare, non segna, e soprattutto mi fa sentire “vestita” anche con poco.
Poi c’è la camicia oversize, quella rubata (letteralmente) dal guardaroba di lui. La porto aperta, con sotto solo un micro bikini a contrasto. È un trucco semplice ma efficace: il volume della camicia bilancia la nudità del costume, e con una mini strutturata o una gonna in popeline diventa subito cittadino, niente affatto da spiaggia.
Un’altra mia ossessione del momento sono i pantaloncini da boxe… ma in seta. Freschi, morbidi, con l’elastico alto e il taglio ampio: sono più confortevoli degli shorts in denim (che quest’anno proprio non riesco a sopportare) e più eleganti di quanto si possa immaginare. Il mio preferito è nero lucido, da abbinare con un crop top pulito o anche un foulard annodato a top.
A proposito di foulard: quest’estate ne sto usando tantissimi. Non solo al collo o tra i capelli, ma proprio come top. Ne ho recuperati alcuni vintage in seta dai mercatini, e li lego dietro la schiena in mille modi diversi. Ogni volta è un effetto nuovo. Non so se sia più “vacanza a Portofino” o “icona Rive Gauche”, ma in ogni caso funziona.
Un’altra scoperta recente? I vestiti a rete. Li porto sopra outfit minimal — canotta e pantaloncino, costume intero, sottoveste in jersey — e subito l’effetto è sofisticato. Sono leggeri, ariosi, ma creano texture, movimento, qualcosa che cattura lo sguardo senza mai essere eccessivo.
E se ho voglia di giocare davvero, allora tiro fuori il pareo. Ma non il classico annodato al fianco: lo uso come una gonna couture improvvisata, con drappeggi e asimmetrie che ricordano certi abiti di passerella. Basta un top minimal e un paio di sandali gioiello per trasformarlo in un look da sera, anche solo per una cena tra amiche in terrazza.
Per chi ama osare, quest’anno è anche il ritorno del colore. Il monocromo fluo, se ben dosato, è una meraviglia. Io ho adottato un total look rosa acceso, in tessuti impalpabili, senza fronzoli. Solo colore, taglio perfetto, e pelle che respira. Non passa inosservato, ma nemmeno scade nel carnevalesco. Anzi, ha qualcosa di potente e moderno.
Leggerezza (vera) e stile: la mia regola per l’estate
Tutto questo per dire che con il caldo non serve rinunciare allo stile. Basta cambiare prospettiva. Scegliere capi che ci fanno sentire bene, che ci sorprendono, che parlano di noi. Non serve seguire tutte le tendenze, ma pescare qua e là — un gilet, un foulard, un pantaloncino inaspettato — e costruire un’estate su misura per noi.
Io, quest’anno, ho deciso di abbracciare la leggerezza in tutte le sue forme. Anche nei vestiti. Anche nelle scelte. E tu?


Lascia un commento